

Nella società nordamericana si distinguono e si classificano le persone di successo in base ai loro guadagni e/o al loro tenore di vita; addirittura si estremizza il concetto arrivando a considerare, per esempio, un professionista più ''bravo'' di un altro semplicemente
perchè capace di maggior reddito. Io considero questo una distorsione e una
disumanizzazione anche applicata ad una categoria come la nostra, spesso accusata di ''pensare solo al guadagno''. Per fortuna nella nostra realtà italiana e anche europea, è frequente osservare grandi professionisti (sicuramente grandi per la qualità di quello che fanno) che si muovono con ''delicatezza'' e buon gusto rispetto all'entità delle proprie parcelle; accanto a ciò peraltro affermo che è perfettamente etico guadagnare bene e tuttavia il paziente-utente non deve mai ''vedere'' il simbolo dell'Euro stampato nelle nostre pupille. Oltretutto penso che ciò sia controproducente
perchè genera una specie di campo magnetico negativo che allontana il paziente, con il quale è necessario invece stabilire il giusto feeling per conquistarne la fiducia. Una volta conquistata la sua fiducia, tuttavia, bisogna saperla mantenere. Ma come si fa a stabilire empatia con un paziente e a mantenerla idealmente per sempre? Probabilmente bisogna essere naturalmente comunicativi ma anche ''sostanziosi''. I venditori di fumo hanno i giorni contati... D'altronde si può essere molto molto bravi e poco comunicativi; paradossalmente può essere più produttivo chi al contrario è
prevalenemente bravo a ''vendersi''. E
allore come la mettiamo?
Chi sa di essere bravo nella diagnosi e altrettanto nella ''esecuzione ''deve'' saper colmare i propri eventuali
gap di comunicazione, completando la propria preparazione anche in questo ambito, solo apparentemente
extraclinico. In questo modo saprà percorrere l'ultimo
step, il più importante: l'attribuzione del giusto ''valore'' al proprio lavoro. In questo modo il paziente avrà concesso la propria fiducia a qualcuno che la merita completamente
perchè sente che non ci saranno sorprese. In questo modo noi presenteremmo sempre una giusta parcella che sarà verosimilmente riconosciuta come parcella giusta. Amen. Questo secondo me E' un professionista di successo, uno che dà importanza a tutti gli aspetti, in primis una profonda stima reciproca con il proprio paziente. Forse non è il più ricco, non ha importanza, ma per me ''di successo''. Non condivido la visione ''americana'' riportata all'inizio di questo post. Paradossalmente invece è americana una delle più belle e poetiche descrizioni del successo, attribuita a
Ralph Waldo Emerson, inaspettatamente datata a quasi 2 secoli fa. Cliccando su questi link troverete la versione originale (
http://rajasuperman.blogspot.com/2006/09/emerson.html) e la traduzione italiana (
http://www.gabry.eu/blog/ralph-waldo-emerson-successo/). Chi vuole dire la sua su questo argomento? Prossimamente dirò come si può fare a studiare ciò di cui ho parlato qui.
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